L’hanno cotta, stracotta, reinventata e sublimata, ma lei è rimasta la stessa. I grandi chef che hanno scelto Monograno Felicetti per le loro creazioni l’hanno soprattutto amata fin dal primo momento, quando il profumo della pasta cruda a contatto con l’acqua bollente ha suscitato in loro sensazioni di curiosità e sperimentazione, spingendo ai limiti la ricerca dell’espressività e delle potenzialità della pasta.

Carlo Cracco

Cracco, Milano

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Amato, contestato, desiderato e invidiato. Carlo Cracco è stato oggetto di tanti sentimenti che lo hanno portato ad affrontare le sfide e le prove della vita con eclettismo e il sorriso sulle labbra.

Dopo una gavetta giovanile da chef del calibro di Gualtiero Marchesi, Alain Ducasse e Alain Senderens e presso la tristellata Enoteca Pinchiorri, apre il suo primo ristorante Le Clivie a Cuneo guadagnandosi la prima stella Michelin dopo solo un anno. Nel 2001 si apre il capitolo milanese di Cracco-Peck, la cui gestione viene assunta in toto nel 2007. Dal 2013 gestisce la linea di cucina di Carlo e Camilla in Segheria e dal 2016 quella di Ovo a Mosca.

Dal 2017 Cracco è social ambassador di Monograno Felicetti, per sottolineare sui social media quella passione coraggiosa che porta in alto, quasi a toccare le vette con un dito.

Luca Fantin

Bulgari Ginza Tower, Tokyo

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Unico chef stellato italiano di tutto il Giappone, Luca Fantin cresce con una passione sfrenata per la cucina e un’ossessione: usare ingredienti locali.

Una formazione avvenuta nelle cucine italiane di Massimo Ferrari, Carlo Cracco, Gualtiero Marchesi e Heinz Beck. Poi l’approdo a Tokyo, dove dal 2009 guida il proprio Ristorante Luca Fantin nell’imponente Bulgari Ginza Tower. È qui che il conflitto tra il dover utilizzare ingredienti locali – come da insegnamento – e il fatto che la cucina italiana si può fare solo con ingredienti italiani trova una soluzione: materie prime nipponiche per piatti italiani.

Con la stessa flessibilità e altrettanta creatività, Fantin realizza piatti capaci di entusiasmare i palati più internazionali. Nel farlo si concede qualche eccezione: la pasta non può che essere italiana e non può che essere Monograno Felicetti.

Norbert Niederkofler

St. Hubertus, San Cassiano in Badia (BZ)

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Norbert Niederkofler è vulcanico, creativo, genuino e fautore di un ritorno alla cucina del territorio. Ama la montagna, dove è nato e poi ritornato, e come uno stambecco ama viaggiare per le regioni montane del pianeta indagando e raccogliendo le più disparate esperienze gastronomiche.

La scelta di Monograno Felicetti per le sue ricette gli ha permesso di regalare a ogni assaggio di pasta da lui firmata il ricordo dell’acqua pura e dell’aria incontaminata di quelle che sono anche le sue Dolomiti.

Perché quando Niederkofler riesce a far sentire alle persone il profumo e il sapore familiare della sua terra, si sente così, semplicemente felice.

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